CORONAVIRUS e SMART-WORKING

Criteri di priorità nell’emergenza

di Annalisa Rosiello – 24 febbraio 2020

In seguito all’emergenza legata al Covid-19 e ai provvedimenti urgenti varati dagli Organismi Competenti è importante segnalare le disposizioni in materia di lavoro agile presenti nel Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 23 febbraio 2020, che ha dato attuazione al Decreto legge n° 6, intervenuto nella stessa giornata.

Con riguardo specifico allo smart-working, l’art. 3 del citato D.P.C.M.

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Pc aziendale usato per fini personali? Sì al licenziamento in tronco

Fonte: www. altalex.com
di Paolo Marini

L’utilizzo della tecnologia nei luoghi di lavoro è sempre più massiccio e, oggi, ci sono dei lavoratori che svolgono interamente la propria prestazione di lavoro per il tramite di uno strumento tecnologico come, ad esempio, il pc aziendale.

L’uso massiccio di questi strumenti pone una serie di problemi come l’uso per fini personali.

Ma è legittimo il controllo sul pc in uso al lavoratore e il licenziamento per uso personale?

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DISCRIMINAZIONI AL LAVORO:

Ecco cosa fare in caso di ritorsioni o vendette

di Annalisa Rosiello – Fonte: Blog di Area pro labour www.ilfattoquotidiano.it

17 Luglio 2019

Capita spesso di ascoltare persone che hanno subito condotte ritorsive e discriminatorie sul lavoro.

Nonostante l’ordinamento giuslavoristico preveda una tutela molto forte contro queste situazioni resta il timore di esporsi, di compromettere la propria carriera, di subire marginalizzazione o comunque di non riuscire a fare emergere i fatti nel corso del giudizio.

Ma quali sono gli elementi che il lavoratore deve portare in giudizio per arrivare a fare accertare che effettivamente ha subito una condotta discriminatoria?

Affronta questo tema il nostro legale fiduciario Avv. Annalisa Rosiello.

Link: https://bit.ly/2YRx8xb

Lettera di sanzione disciplinare: inefficace se il lavoratore la rifiuta

Di Daniele Bonaddio Fonte: www.lavoroediritti.com

Corte di Cassazione, sentenza numero 7306 del 14 marzo 2019

Per la Cassazione la lettera di sanzione disciplinare non può dirsi consegnata se il dipendente rifiuta la ricezione della comunicazione.
Nel caso in cui una lettera di sanzione disciplinare sia consegnata a mano, può dirsi recapitata allorquando il datore di lavoro ne legga il contenuto al lavoratore.
In alternativa è necessario comprovare la circostanza che la controparte sia venuta a conoscenza del contenuto.
Pertanto, la semplice consegna “brevi manu”, ossia consegna diretta, della lettera contenente il provvedimento disciplinare, non si perfeziona se il dipendente si rifiuta di riceverla.