Gruppo Generali – Proroga Smart Working in regime di Emergenza COVID-19

Il giorno 16 novembre 2020 si sono riuniti, in modalità telematica, la delegazione delle Relazioni Sindacali del Gruppo Generali e i Coordinamenti della Rappresentanze Sindacali Aziendali del Gruppo Generali. Oggetto dell’incontro è stato l’accordo di proroga dello Smart Working emergenziale scaduto il 30.10.2020, che è stato  prorogato sino al 31.3.2021.

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Gruppo Generali – Proroga Accordo Smart Working

Nella mattina di oggi 20 luglio 2020 è stato sottoscritto un importante accordo di proroga del regime Smart Working fino al 14 settembre p.v., che consentirà ai colleghi di lavorare da remoto 5 giorni la settimana con una previsione di rientro solo volontaria.

La proroga permetterà di gestire così la fase transitoria in vista del successivo confronto di settembre.

Il positivo clima di relazioni sindacali venutosi a creare permetterà favorevoli confronti futuri.

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Esempio accordo individuale

GRUPPO AXA – Sottoscritto accordo di proroga del regime Smart Working fino al 31 dicembre

Milano, 17 luglio 2020

Venerdì scorso, in AXA, è stato sottoscritto un importante accordo di proroga del regime Smart Working fino al 31 dicembre p.v., che consentirà ai colleghi di lavorare da remoto 5 giorni la settimana con una previsione di rientro solo volontaria.

Disciplinato in modo chiaro il “Diritto alla Disconnessione” del lavoratore, indicando che fuori dall’orario di lavoro non potrà essere richiesto l’accesso e la connessione ai sistemi aziendali, il diritto di disattivare i proprio dispositivi di connessione e l’eventuale ricezione di comunicazioni aziendali fuori dall’orario di lavoro, o periodi di legittima assenza, non vincola il lavoratore ad attivarsi prime della ripresa dell’attività lavorativa, salvo casi aventi carattere di eccezionalità.

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SMART WORKING, il datore di lavoro potrebbe dover contribuire alle spese di casa

Fonte: Repubblica.it di Claudio Gerino

Una sentenza in Svizzera apre il fronte, a livello europeo, dei costi a carico di un dipendente per il lavoro dalla propria abitazione e stabilisce che il proprietario dell’azienda deve concorrere per affitto, consumo elettrico e connessione Internet.

C’è una sentenza del Tribunale federale svizzero, senza appello e inequivocabile, nel cantone zurighese che riguarda lo smart working e stabilisce che i costi di produzione devono restare a carico del datore di lavoro anche se il dipendente lavora da casa.

La sentenza è destinata a riaprire il dibattito sui problemi riguardanti le nuove forme di lavoro generate sia dall’emergenza Covid 19, sia dalla trasformazione digitale delle aziende e pone l’obbligo al datore di lavoro, nel caso di smart working, di partecipare nelle forme che devono essere concordate sia individualmente che collettivamente alle maggiori spese per il dipendente.

Forse i tempi sono maturi, anche in altre nazioni europee, per una trattativa sindacale che stabilisca come, in che modo e con quali oneri, il datore di lavoro debba partecipare alle spese del dipendente che opera in condizioni di smart working?

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