Questo numero esce con un’ipotesi di CCNL: era ora! Ho raccolto, nel mio ruolo di RSA, molte domande e dubbi: la rivoluzione nella figura del “funzionario”con la formulazione di un suo profilo; la vexata quaestio della rimodulazione dell’orario di lavoro e della “negoziazione debole”, per non sottacere la parte economica. Non mancano i delusi: quelli che avrebbero voluto di più! Chi non lo avrebbe voluto? Ma si sa un “contratto” appunto è frutto di un accordo, di trattative e della ricerca di un punto di equilibrio: equilibrio che risente di molte cose, innanzitutto dell’ambiente socio-economico ma soprattutto normativo in cui ci si trova a trattare.

Fornero e il Jobs Act – senza dimenticare alcune recenti sentenze – hanno spostato di molto l’ago della bilancia a favore del “capitale” e a discapito del lavoro. La robotica sembra minare sempre più quel “capitale umano” che dovrà imparare a ripensarsi con maggiore qualità; la globalizzazione si sta traducendo sempre di più in una competizione sui costi.

Recentemente ho partecipato a un’interessante giornata info-formativa dal titolo “Formare e Formarsi” in cui si è evidenziato come la formazione sia il continuo allinearsi all’ambiente in cui si opera ed è emerso che le aziende stiano sempre più puntando sulle “consulenze” interne utilizzando gli anziani come formatori: il “business” che insegna “se stesso”. Infatti, vanno bene i soft-skill ma se poi non si sa lavorare la produttività ne risente!

Per evolvere e non ripetere sempre gli stessi errori è necessario far tesoro delle esperienze passate, preservare le competenze raggiunte e implementarle anche grazie all’ausilio di nuove tecnologie. I “vecchi” non sono, quindi, “oggetti obsoleti” di cui liberarsi, anche in maniera ferale, con conseguente impoverimento cognitivo delle strutture. Peccato che non c’era neppure un rappresentante del nostro settore, neppure di quello bancario: non sarà questo il motivo della sempre più evidente caduta di fiducia negli assicuratori e soprattutto nei bancari da parte dei consumatori? All’Ania e all’Abi la risposta.

Su questi temi in questo NotizieSNFIA potrai leggere di “social innovation” (Essere protagonisti del cambiamento di Roberto Panzarani) e anche di come l’Italia sia un Paese frammentato in tante realtà che non comunicano tra loro (L’Italia polimorfa dei “poveri in giacca e cravatta” – intervista a Gian Maria Fara di Massimiliano Cannata) e di come “Le rappresentanze politiche, sempre più autoreferenziali, disinteressate al dialogo e al confronto, hanno perso di vista il destino dei territori e delle comunità di cui sarebbe loro dovere preoccuparsi”. A proposito di robotica e digitalizzazione Anna Paola Maccio ci scrive del “Protocollo etico per l’intelligenza artificiale” cui dovrebbero aderire le imprese del nostro settore (finanziario-assicurativo). Monica Ricatti in “Donne e Lavoro” analizza lo sbandierato aumento del tasso di occupazione femminile nella rubrica Pari & Dispari.

Michelangelo Salvagni illustra come la suprema Corte abbia dovuto “confermare” che è illecito un licenziamento costruito sul “nulla” (appare opportuno impedire che possano legittimarsi fattispecie paradossali che legittimino l’estromissione del lavoratore per condotte prive di un’effettiva rilevanza giuridica) in “La tutela reintegratoria nel caso di licenziamento disciplinare” mentre Lucio G. Insinga ci intrattiene sul Sistema di controllo nei Fondi interprofessionali.

Lorenzo Capasso